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sabato 9 maggio 2026

Tu tum - Tu tum

Sono quello che dà le spalle
Alla direzione del treno
Come ogni amante del cinema
O l’assassino che vive per tornare
Sui luoghi dei propri delitti
Vedo la città farsi sempre più piccola
Diventare punto e memoria
Sul vertice lontano del binario
Se non fosse per i giunti
Mancherebbe il motivetto ipnotico
Il mantra che annulla le grandezze temporali
Che strano trovare il codice genetico di ogni cosa
Nascosto nei vuoti tra due barre d’acciaio
Puntellati da erbacce



venerdì 24 aprile 2026

RADURA

Mi chiedevo dove avessi già visto 
quei riflessi ad un passo dall’oro bruciato
In un laboratorio dell’adolescenza 
Sulle vitamine in cristalli o sulla superficie di una pietra
O forse le sfumature del rame erano altrove
Tra le montagne di polvere di Nebula Carina
Basta l’obliquità di una luce e l’osso si fa astronave

Feci in modo che non ti accorgessi di me
Mentre issavo la rete e la scoprivo vuota 
Ed anche ora devo fare attenzione
A non rendere i ricordi parole tra le maglie
Ho creduto che nei capelli fosse racchiuso
Il senso delle cose
I miei li ho persi
Forse in modo non del tutto involontario

mercoledì 22 aprile 2026

MINIGONNA A PIEGHE E DOLCE VITA - di Cristina Simoncini



Minigonna a pieghe e dolce vita,

spighe raccolte dalla fascia, 

tutto è un richiamo di gialli nella foto 

in cui sorride la bocca di ragazza 

che lo ha tenuto stretto, come un trofeo.

 

Nella stradina di campagna 

l’estate rallenta,

i ciottoli schioccano sotto le gomme, 

in sottofondo la cantilena delle cicale 

e una discussione che ascolto 

dal sedile posteriore. 

 

I miei litigano per colpa tua, 

le ho confessato un giorno. 

Si è stancata, ha lasciato il lavoro 

e in terra mille pezzi di giovinezza.

 

(04/03/2025)

sabato 18 aprile 2026

BLOCCO UNIVERSO

Dicono che sono ancora tutti lì
I vecchi impalchi e le loro parti molli
Senza un dopo né un prima
Pagine di un libro così sottili
Che non le puoi sfogliare

Mentre ci tolgono il pane
Bullizzano le nostre memorie
Lasciandoci nudi prima della meta
Qui c’è tutto e non c’è nulla
Ora la nostalgia non è opportuna




domenica 12 aprile 2026

PATOGENESI DI UN DOLORE

Vicoli ciechi tappezzati di calembour
E meschinità infantile fuori tempo massimo
Quando la linea s’interrompe troppo presto
Gli spazi aperti si fanno prigioni

Ragno intrappolato nella propria tela
In attesa di qualcuno che rimetta un debito
Capita che la vita regali dolori
Alle persone sbagliate
 

domenica 5 aprile 2026

IL PIÙ GIALLO DI TUTTI

D’un tratto le albe persero il loro livore
E furono tutte o quasi primaverili
Il codirosso era il primo a cantare
Perché era quello con gli occhi più grandi
Il suo fischio d’attacco incollava alla vita

Il corpo si fece d’improvviso leggero
E iniziò a chiedere nuovi maglioni
Ce ne fu uno, il più giallo di tutti
Sottratto per sbaglio alla Veduta di Delft
Terminò la sua corsa nel buio della lavatrice
Nel modo comico in cui muoiono le cose importanti
Dalla memoria arrotondate all’unità superiore

venerdì 3 aprile 2026

O COSÌ SI DIREBBE

Il ricalco del vuoto si riempie di segni
Piccole uova in camicia di forza 
Nemmeno la bellezza del suono
Eppure hanno vita o così si direbbe
Scrivo quando non ho nulla da dire

giovedì 2 aprile 2026

GRADINO DI SPARO

Manca un camminamento tra i due oceani d’aria
In questa guerra di posizione
Contro un nemico indefinito e fisso
Qualcuno che sgambi veloce tra pareti di terra
E mi soccorra sul gradino di sparo
Non sento più il gomito
Ho freddo alla testa e alle mani
Il nemico avanza nel mio periscopio
Macchia d’olio sull’acqua
Anche il respiro si fa iridescente






domenica 29 marzo 2026

L’ULTIMO SCAFFALE

Davo finalmente un’occhiata ai miei scaffali 

Con l’intenzione di liberarne uno 

Non che ci fosse molto da fare 

Nutrivo affezioni solo per gli ultimi arrivati 


Tu sceneggiavi intanto una sottotrama nuova 

Uno snodo debole ed un finale diverso 

L’idea di occupare da sola 

Il mio ultimo scaffale 

Ti era sempre piaciuta 


Ripensai al mio saluto all’America 

Dall’oblò le sue luci via via più lontane 

M’infittivano il vuoto 

Quando l’ala si alzò vidi il nero del mare 

Qualcuno suggerì di non slacciare le cinture 

Chiusi gli occhi e aspettai

domenica 22 marzo 2026

SOTTOVUOTO SONORO

Perdeva parole alla periferia del mercato
Nel punto dell’ellisse più lontano dai fuochi
Il brusio era bianco e liturgico
La zuppa fredda dei pensieri orientati
Lo nutriva con i tempi morti della fleboclisi
Immerso negli abissi del sottovuoto sonoro
Sentiva il movimento dei tendini
Il flusso del sangue nelle carotidi
Il ronzio del sistema nervoso
Attendeva paziente che il ghiaccio secco
Diventasse acqua


sabato 21 marzo 2026

BACO EUCARISTICO



Ora i portali sono sempre aperti
Senza battenti con testa di leone
Puoi bagnare i capelli
Con il liquido di raffreddamento
È sempre l’ora della misericordia

Non c’è evocazione nei nuovi enunciati
Manca o è nascosta tra le stringhe
Come i residui di pietra nascosti dal silicio
O i diodi col colore delle vecchie vene

È questo ora l’azzurro delle navate
Non sanno più d’incenso e terra
E il rimbombo dei nostri passi
Diventati più veloci
Clangore di scontro tra due scudi

giovedì 19 marzo 2026

Sillabario per un Piano Inclinato

Ho sillabato lentamente il tuo nome
Inciso sulla ruota della preghiera 
A voce bassa, più volte
Così sei svanita e ti ho persa
Appartenevi alla parola
Come tutte le cose
Che hanno un battesimo solo



mercoledì 18 marzo 2026

ESTETICA DEL BOMBARDAMENTO

La sera s’illuminò a festa
Coi fotoni rilasciati dalle lucciole
Qualcuno strimpellava Inca Roads
Perché non riusciva a chiudere un cerchio
Al mio piano d’osservazione
Pericolosamente inclinato
Mancava un metodo
Ed un diario di bordo
A te sarebbe bastata una rima facile
Un piccolo pedaggio da pagare
Per avviare la procedura di disgelo
dei fantasmi dei fantasmi letterari



martedì 17 marzo 2026

L’UNIVERSO DEI MEZZI SBAGLIATI

Facevi finta, vero?
Troppo grandi gli abiti
Troppa luce nella casa del silenzio
La donna nel portaritratti
Sorrideva e guardava fuori
Fuori pioveva di rado
Poche gocce ogni tanto
Sul mio disegno del mondo
Quando il segnale decadde
Si udì l’urlo metallico
Dei grandi vasi recisi
Un raggio gamma sonoro
Nell’universo dei mezzi
Di contrasto sbagliati




domenica 15 marzo 2026

ATTRIBUTI ADESIVI

Oggi la luce proviene da una stella diversa
S’incolla alle facciate dei palazzi
E non tornerà indietro
Le cose futili di un tempo
Diventano classiche sotto i miei occhi
Il treno delle sei e ventisette
Senza attributi adesivi
Ha spaccato il minuto
Qualcuno ha sabotato il varo della nave.

lunedì 9 marzo 2026

L’ANDROIDE

Io so perché ora posso solo guardare
Il pantano antropomorfo da lontano
Chi con mano ferma inserì la spina nella presa sbagliata
Chi sparò un colpo in aria all’improvviso
Mentre ancora mi allacciavo le scarpe
Io so perché ho vene e arterie di androide
In cui scorrono consonanti e vocali
Chi le assembla e le disfa
Ne cambia gli accenti, ne ispessisce i contorni 
Io so che non esistono colpe 
E nemmeno ragioni
Siamo lenzuoli di sangue al vento
Che nessuno raccoglie










sabato 7 marzo 2026

PREGHIERA

Hai notato? Sono scomparsi i fiammiferi
Forse l’ultimo fu acceso per sbaglio
Sono errori che non si perdonano
Ho nostalgia dei miei attacchi di panico
Le sue parti grasse, i rimbombi
È arrivato l’asciutto dei cieli
Sia fatta la sua volontà


venerdì 6 marzo 2026

LIQUIDAZIONE

Non ho blasoni o croci

Io sono acqua

Ho paura di affogare 

Sono un davanzale 

Il mio prezzo, la mia confezione 


Il mio prezzo è zero 

Calmierato e liquido

Comparsa tra comparse 

Comparsa che scompare

mercoledì 4 marzo 2026

IL RECINTO DELLE GRIDA

Ce ne stiamo appallottolati

Con le foglie di castagno sulla testa

Ed il culo sulle viole

A sei metri non di più

dal fuoco dei calanchi d’argilla

Siamo in dieci o undici

Coi panini al salame

E le birre ancora fredde

È domenica

I mercati sono chiusi da due mesi

Ma respiriamo corto

L’aria spessa dei giorni feriali

La radura qui davanti

È il recinto delle grida 

A borsa chiusa

Al posto dei fogli di carta

Mille pezzi di memoria

Che non vale la pena

Riordinare 



sabato 28 febbraio 2026

L’INVARIANTE

L’asciutto perenne degli occhi

Le scapole incassate

Per strappare il filo 

Dalle mani delle Moire

Ma la forbice è vicina 

Sei costretto a esondare


Te lo dissi una volta

Il dolore è l’isotopo della vita

E tu hai manomesso il serbatoio

Per guardare come cede

L’incastro dei segreti

La diga del pianto