Mi chiedevo dove avessi già visto
quei riflessi ad un passo dall’oro bruciato
In un laboratorio dell’adolescenza
Sulle vitamine in cristalli o sulla superficie di una pietra
O forse le sfumature del rame erano altrove
Tra le montagne di polvere di Nebula Carina
Basta l’obliquità di una luce e l’osso si fa astronave
Feci in modo che non ti accorgessi di me
Mentre issavo la rete e la scoprivo vuota
Ed anche ora devo fare attenzione
A non rendere i ricordi parole tra le maglie
Ho creduto che nei capelli fosse racchiuso
Il senso delle cose
I miei li ho persi
Forse in modo non del tutto involontario