Nell’estate del 1980
Svoltavo gli angoli fissando il marciapiede
Un passo, due passi
Un quadrato, due quadrati
Una campana senza gesso
E senza gloria
La luce era polverosa
Eterna
Galleggiava sul catrame
Sugli sgabelli dei bar
I mozziconi delle sigarette
Trattenevano a stento
Le ultime note del “progressive”
Non dico inopportune
Soltanto un po’ sovrastimate
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